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aziende lombarde che usano l'intelligenza artificiale

Aziende lombarde e intelligenza artificiale: chi la usa, e come

· 9 min di lettura
Rete astratta di nodi interconnessi in toni scuri con accenti magenta e ciano, a rappresentare l'ecosistema AI aziendale
In breve

Il 64% delle imprese lombarde ha adottato o sta valutando l'AI, ma con differenze nette per settore: nei servizi il 36% l'ha già integrata nei processi, nell'industria solo il 19%. Il divario più marcato resta quello dimensionale: tra le grandi imprese italiane l'adozione arriva al 53,1%, tra le PMI si ferma al 15,7%. Gli ambiti dove si vede di più: marketing e vendite, amministrazione, R&S.

Quante aziende lombarde usano davvero l'intelligenza artificiale, oggi, nei processi quotidiani? Il dato più recente arriva da Confindustria Lombardia: il 64% delle imprese della regione ha adottato o sta valutando soluzioni di AI, in crescita dal 59% dell'anno precedente. Ma il numero da solo racconta poco. Dentro quel 64% ci sono realtà molto diverse: uno studio professionale che ha collegato un assistente AI al proprio gestionale ha poco a che fare con un impianto produttivo che valuta la manutenzione predittiva.

Questo articolo prova a scomporre il dato per settore, senza gli esempi da multinazionale americana che affollano la maggior parte dei contenuti sull'argomento. La Lombardia non è la Silicon Valley e non deve esserlo: è un tessuto di PMI manifatturiere, studi professionali, aziende di servizi e commercio, con un'adozione dell'AI che segue logiche proprie. Vedremo dove l'intelligenza artificiale sta già cambiando qualcosa di concreto, dove è ancora annuncio, e cosa significa in pratica "integrare l'intelligenza artificiale nei processi aziendali" per chi non ha un reparto IT dedicato.

Il quadro: quante imprese lombarde usano l'AI, e con quale intensità

Partiamo dai numeri, perché è da lì che si capisce cosa sta succedendo davvero. Secondo l'indagine 2026 di Confindustria Lombardia, il 64% delle imprese della regione ha adottato o sta valutando l'intelligenza artificiale, contro il 59% dell'anno precedente. Ma la crescita non è uniforme tra settori: nel terziario il 73% delle imprese ha adottato o sta valutando l'AI, con il 36% che l'ha già integrata stabilmente nei processi e il 37% in fase di valutazione. Nell'industria il quadro è diverso: il 62% totale, ma solo il 19% l'ha effettivamente integrata, mentre il 43% è ancora in fase di analisi.

Questo scarto tra 'valutare' e 'usare davvero' è il punto centrale. Assolombarda, nel suo Centro Studi, fotografa una situazione simile a livello nazionale: la quota di imprese italiane con più di dieci addetti che adottano l'AI è passata dall'8,2% nel 2024 al 16,4% nel 2025, ma resta sotto i principali paesi europei di riferimento (26,0% in Germania, 20,2% in Spagna, 18,1% in Francia). E dentro l'Italia il divario dimensionale è netto: il 53,1% delle grandi imprese usa tecnologie AI, contro il 15,7% delle PMI.

La Lombardia, va detto, non è terreno neutro in questo confronto: nel mercato del lavoro AI italiano, la regione rappresenta circa una offerta di lavoro su quattro nel settore, la concentrazione più alta del paese secondo i dati Lightcast. Significa che le competenze si stanno formando qui, anche se l'adozione nelle PMI resta più lenta della domanda di lavoro specializzato.

Dove l'AI si vede di più: marketing, amministrazione, non produzione

A livello nazionale, i dati dell'osservatorio It4lia AI Factory per il 2025 confermano che i settori con adozione più diffusa sono i servizi di informazione e comunicazione (51,3%), le attività professionali, scientifiche e tecniche (35,7%) e l'energia. Per funzione aziendale, marketing e vendite guidano con il 33,1% di adozione, seguiti dall'organizzazione dei processi amministrativi (25,7%) e da ricerca e sviluppo o innovazione (20,0%). Produzione, logistica, cybersecurity e controllo di gestione restano invece le aree meno toccate.

Assolombarda conferma la stessa gerarchia guardando alle imprese con almeno dieci addetti: marketing e vendite al 5,4%, organizzazione dei processi amministrativi al 4,2%, ricerca e sviluppo al 3,3%. Sono percentuali basse in assoluto, ma indicano una direzione chiara: l'AI in Italia — e in Lombardia — entra prima dove genera contatti commerciali o riduce lavoro di back office, non dove tocca direttamente la linea produttiva.

Per uno studio professionale o una PMI di servizi, questo significa che il primo terreno concreto è quasi sempre lo stesso: qualificare i contatti in ingresso, automatizzare risposte ripetitive, tenere ordinata l'amministrazione. È lo stesso schema che si vede in casi come Massimiliano Scotti, dove la lead generation B2B ha portato oltre 200 lead qualificati a 2,55€ per contatto: non un progetto sperimentale, ma un processo di marketing e vendite reso più efficiente.

Manifatturiero lombardo: molta cautela, alcuni casi già in produzione

Il manifatturiero merita un discorso a parte perché è il cuore dell'economia lombarda e il settore dove il divario tra annuncio e uso reale è più ampio. Il Cluster Fabbrica Intelligente e l'associazione Afil indicano da tempo economia circolare e intelligenza artificiale come le due priorità per le filiere lombarde di meccanica, machinery, acciaio e tessile — ma si tratta di indicazioni strategiche, non di censimenti di adozione diffusa.

A livello nazionale, i dati settoriali confermano la prudenza del comparto: nel tessile e moda l'adozione dell'AI è ferma al 4,6%, mentre nell'elettronica e produzione di dispositivi arriva al 15,7% — un salto notevole ma comunque lontano dai livelli dei servizi digitali. Assolombarda, con il progetto ForgIA, stima che un aumento di produttività del 10% nelle micro, piccole e medie imprese industriali del territorio genererebbe 2,4 miliardi di euro di valore aggiunto nel quadrilatero Milano-Monza Brianza-Lodi-Pavia. È una proiezione, non un risultato già ottenuto, ma dà la misura di quanto sia ancora inespresso il potenziale nel manifatturiero rispetto ai servizi.

Dove il manifatturiero lombardo sta effettivamente sperimentando, lo fa quasi sempre su due fronti concreti: manutenzione predittiva sui macchinari critici e ottimizzazione di magazzino e pianificazione produzione. Sono applicazioni che richiedono dati di macchina puliti e continuativi — un prerequisito che in molte PMI manca ancora, più della tecnologia in sé.

Il nodo comune a tutti i settori: collegare l'AI al gestionale esistente

Al di là del settore, la ricerca SDA Bocconi condotta con SAP Italia individua un punto che vale per quasi tutte le imprese italiane di medie dimensioni: l'integrazione nativa dell'intelligenza artificiale nei software gestionali già in uso rappresenta il canale più realistico di diffusione della tecnologia. Non partire da zero con un sistema parallelo, ma far parlare l'AI con quello che l'azienda usa già ogni giorno — fatturazione, magazzino, CRM.

È un punto pratico più che teorico. Collegare l'intelligenza artificiale al gestionale significa, in concreto, che un agente può leggere un ordine in arrivo, verificarlo contro le giacenze, generare la fattura elettronica nel formato corretto e aggiornare il CRM senza intervento manuale. Il caso di Chef in Pasta, un e-commerce con gestionale integrato che ha superato 15.000€ di fatturato nei primi tre mesi da zero, o quello di Allure Nails, dove un agente AI produce direttamente la reportistica di vendita con un incremento del 500% in tre mesi, mostrano la stessa logica: l'AI rende utile un sistema che già esisteva, non lo sostituisce.

Questo approccio — mettere insieme più strumenti che comunicano tra loro invece di sistemi isolati — è quello che a Samurai Lab chiamiamo ecosistema AI aziendale: non un singolo software, ma un'infrastruttura dove agenti, gestionale e CRM si scambiano dati senza duplicare il lavoro.

Cosa frena l'adozione, e perché non è solo un problema tecnico

Vale la pena essere onesti sui limiti. Assolombarda segnala che tra le imprese che non usano l'AI ma hanno valutato l'investimento (l'11,5% del totale), i due ostacoli principali sono la mancanza di competenze interne e la carenza di chiarezza normativa. Un dato di RaiNews conferma il primo punto su scala nazionale: solo il 33% degli italiani si sente competente nell'uso di questi strumenti, contro una media europea del 40% nei dieci paesi analizzati. Il divario è marcato per età: solo il 19% degli over 60 non professionalmente attivi si sente attrezzato, contro il 56% dei 18-26enni.

Questo significa una cosa semplice per chi guida una PMI lombarda: prima di scegliere quale processo automatizzare, serve capire chi in azienda dovrà supervisionare il sistema e con quali competenze. Non è un dettaglio secondario — è spesso la vera ragione per cui un progetto AI resta fermo alla fase di valutazione, come succede al 43% delle imprese industriali lombarde citate sopra. Su questo, un percorso di consulenza e formazione AI mirato al proprio settore pesa quanto la scelta della tecnologia.

I numeri raccontano un'Italia — e una Lombardia — che si muove, ma a velocità diverse per settore e per dimensione d'impresa: chi opera nei servizi è già oltre la fase di valutazione, chi produce fisicamente qualcosa è ancora in gran parte a guardare. Se vuoi capire dove la tua azienda si colloca in questo quadro e quale processo ha senso automatizzare per primo, parliamone: un audit onesto vale più di qualsiasi proiezione.

Domande frequenti

Quante aziende lombarde usano davvero l'intelligenza artificiale?

Il 64% delle imprese lombarde ha adottato o sta valutando l'AI, secondo l'indagine 2026 di Confindustria Lombardia. Ma tra 'valutare' e 'usare stabilmente' c'è differenza: nei servizi il 36% l'ha integrata nei processi, nell'industria solo il 19%. Il dato complessivo cresce, ma l'uso operativo resta concentrato in specifiche funzioni e settori.

In quali settori l'AI è più diffusa in Lombardia e in Italia?

A livello nazionale guidano i servizi di informazione e comunicazione (51,3% di adozione) e le attività professionali e tecniche (35,7%). Per funzione aziendale, marketing e vendite (33,1%) e processi amministrativi (25,7%) sono le aree più toccate. Il manifatturiero, pur centrale in Lombardia, resta più indietro: nel tessile l'adozione è al 4,6%.

Da dove conviene iniziare con l'AI in una PMI lombarda?

Dai dati disponibili emerge una priorità chiara: marketing/vendite e amministrazione sono le aree dove l'AI genera risultati più rapidi, perché richiedono meno integrazione con processi fisici complessi. Collegare l'AI al gestionale esistente, invece di introdurre sistemi paralleli, è l'approccio che la ricerca SDA Bocconi-SAP indica come più realistico per le imprese medie italiane.

Perché molte PMI lombarde restano ferme alla fase di valutazione dell'AI?

Assolombarda indica due ostacoli principali: mancanza di competenze interne e carenza di chiarezza normativa. A conferma, solo il 33% degli italiani si sente competente nell'uso di strumenti AI, sotto la media europea del 40%. Senza qualcuno in azienda capace di supervisionare il sistema, il progetto resta spesso fermo prima di diventare operativo.

Qual è il divario tra grandi imprese e PMI nell'uso dell'AI in Italia?

È il divario più marcato di tutti: il 53,1% delle grandi imprese italiane usa tecnologie AI, contro il 15,7% delle PMI, secondo Assolombarda. L'Italia nel complesso adotta l'AI meno dei principali paesi europei di riferimento: 16,4% contro il 26,0% della Germania, il 20,2% della Spagna e il 18,1% della Francia.

Cosa significa collegare l'intelligenza artificiale al gestionale aziendale?

Significa far comunicare un agente AI con i sistemi già in uso — fatturazione, magazzino, CRM — invece di aggiungere uno strumento isolato. In pratica un agente può leggere un ordine, verificarlo contro le giacenze, generare la fattura elettronica e aggiornare il CRM senza intervento manuale, come nei casi di e-commerce con gestionale integrato già in produzione in Lombardia.

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Fonti

  1. Imprese innovative, a Milano fra robot autonomi e IA
  2. the state of AI adoption among Italian companies
  3. News ed Eventi - Cluster Fabbrica Intelligente e Industria 4.0
  4. Instagram
  5. Instagram
  6. Agentic AI in Italia 2026: Dalla Teoria all'Azione | Impesud
  7. Utilizzo dell'Intelligenza Artificiale nelle imprese —
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